Dott.ssa Silvia Michelini     info@vittimedinarcisismo.com

Chiama: +39 339 8873385

Perché alcune donne  – nonostante soffrano e a volte rischino la salute e la serenità – non riescono a lasciare uomini inadeguati, anaffettivi, freddi, distaccati, maltrattanti oppure fragili, dipendenti, parassitari… che le fanno soffrire e/o abusano di loro emotivamente/fisicamente?masochismo femminile

Perché le donne devono amare e riescono a convivere in una relazione non reciproca e gli uomini meno?

Se nel caso del masochismo  maschile è la figura materna ad essere analizzata, nel caso della donna è il PADRE.

La donna dipendente e masochista ha avuto spesso, un padre che ha fortemente idealizzato (il migliore, il più forte…) che poi l’ha fortemente delusa, direttamente – ad esempio ha tradito la madre, ha abbandonato la famiglia.. oppure indirettamente – non è stato più in grado di mantenere la famiglia, si è rivelato eccessivamente duro, rabbioso  o violento durante la sua adolescenza, è caduto in depressione e sono quindi emerse improvvisamente le sue fragilità e la sua vulnerabilità.

Papà non è un eroe, improvvisamente papà non è più totalmente concentrato su di me e io non sono la parte più importante della sua vita, papà mi fa sentire la sua assenza e non è più solo luce (l’eroe, il salvatore) , ma anche l’ombra (il cattivo, colui che si nega, che fugge, che si oppone al suo amore e alla sua libertà di esprimerlo o di essere).

La morte del padre idealizzato, una ferita edipica importante.

Ne deriva una grande frustrazione e la generazione di un conflitto; ecco che la bambina impara, che il rapporto con un padre/uomo significa capire le sue ombre, accettare i suoi vari “tradimenti” (spazi di grande chiusura o di individualità a scapito della famiglia e/o della genitorialità che sono meno concessi alla madre), perché spesso, lui può non esserci, è giustificato dagli stereotipi culturali e amarlo significa quindi, accettare la morte di una relazione paritaria, di un’immagine idealizzata e la nascita di una modalità di amare non paritaria e reciproca.

Ecco che la donna, ama di più, capisce di più.. è votata alla relazionalità.

masochismo femminileNelle relazioni abusanti, le donne dipendenti cercano –  votandosi a geishe, crocerossine etc –  di essere finalmente riconosciute dal padre come meritevoli di amore e proiettano quindi sull’amato, l’immagine idealizzata di un padre perfetto (che prima o poi le gratificherà) o quelle del padre punitivo e arido che da amore SOLO SE…..(ricattante/sadico) o ancora del padre fragile che va sostenuto e accudito.

Sembra che tutti questi padri immaturi, irraggiungibili, non disponibili, distaccati, freddi (overt) oppure al contrario dipendenti e fragili (covert).. gettino la basi per la futura ricerca di partner inadeguati.

Insomma, sembra quasi che se un uomo, non incarni questo conflitto buono/cattivo, presente/assente, severo/concessivo, vittima da salvare/bambino dipendente,  non ci piaccia o non ci attragga; non a caso quando ne troviamo uno presente, affettuoso, calmo e soprattutto COSTANTE,  perdiamo interesse erotico, considerandolo meno virile.

Associamo la disponibilità affettiva al femminile, alla fragilità, alla vulnerabilità e non alla serenità psico-affettiva in generale.

Se il padre assente rappresenta la forza e si è comportato in modo distaccato e severo allora la forza è data dal NON ESSERCI  e non DALL’ESSERCI.

Se il padre è caduto nella spirale della dipendenza e della depressione, ecco che la NOSTRA forza è data dal riabilitarlo all’immagine dell’eroe, che avevamo idealizzato.

masochismo femminileEcco che esistiamo solo se il padre distratto e assente, finalmente, volge il suo sguardo verso di noi, ecco che si confonde la passione erotica, il desiderio con l’amore maturo.

Un passo importante per il superamento di questo atteggiamento è l’accettazione delle radici antiche di questo conflitto; la ferita edipica determina la nostra tendenza a ricercare un certo tipo di uomo rispetto ad un altro….per questo in un lavoro terapeutico è importante accettare, che la coazione a ripetere può essere più forte della nostra resistenza ad essa, ma che ancora più spesso, può rappresentare una nuova opportunità di crescita e di costruzione con l’uomo di un rapporto più sano, basato cioè sulla reciprocità affettiva.

Gli schemi di relazione che molto spesso riscontriamo tramite i test (schema therapy) in queste donne sono quelli di abbandono, sfiducia e abuso, deprivazione emotiva, sottomissione, punizione, negatività/pessimismo, auto sacrificio, standard severi, vulnerabilità e dipendenza.

masochismo femminileIl masochismo può essere capito, accettato e superato in parte, con un percorso di terapia continuativo e profondo, mirato alla consapevolezza, al perdono e al ripristino di un livello di autostima adeguato, che passa anche attraverso la destrutturazione di alcuni aspetti socio-culturali, legati alla femminilità .

Dott.ssa Silvia Michelini